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Lampade a ioduri metallici e sodio: la scadenza RoHS 2027

Il 24 febbraio 2027 scadono le esenzioni che permettono il mercurio nelle lampade a scarica. Non è un divieto d'uso, ma cambia il modo di pianificare i ricambi.

Le lampade a ioduri metallici e le lampade al sodio ad alta pressione illuminano ancora capannoni, piazzali, strade e campi sportivi. Contengono mercurio, e il mercurio nelle apparecchiature elettriche è vietato dalla direttiva RoHS, salvo esenzioni.

Quelle esenzioni hanno una data. Questa guida spiega cosa succede quando arriva, cosa no, e come si decide un relamping senza farsi guidare dalla fretta.

1 · Cosa dice la direttiva RoHS

La direttiva 2011/65/UE, nota come RoHS, limita alcune sostanze nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche. Il mercurio è fra queste.

Per le lampade a scarica il mercurio è necessario al funzionamento. Per questo l'allegato III della direttiva contiene esenzioni, rinnovate a periodi, per famiglie di lampade e quantità massime.

Le esenzioni per il sodio ad alta pressione e per gli alogenuri metallici sono state rinnovate con le direttive delegate della Commissione del dicembre 2021, fra cui la 2022/279 per gli alogenuri. In Italia le ha recepite il decreto 4 agosto 2022, che modifica l'allegato III del decreto legislativo 27 del 2014.

2 · La scadenza del 24 febbraio 2027

Secondo la nota di LightingEurope del luglio 2025, l'associazione europea dei costruttori di illuminazione, quelle esenzioni scadono il 24 febbraio 2027.

Due cose vanno dette subito, perché sono quelle che si fraintendono di più.

Dopo la scadenzaCosa succede
Impianti installatirestano accesi: la direttiva non vieta l'uso
Lampade già sul mercatosi possono ancora vendere e montare
Lampade nuovenon possono più essere immesse sul mercato europeo, salvo proroga
Ricambi negli annidiventano incerti: è qui che la scadenza pesa

È quindi un limite di immissione sul mercato, non un divieto d'uso. Chi ha un impianto a ioduri non deve spegnerlo il 25 febbraio. Deve chiedersi con cosa lo manterrà fra tre anni.

«Immissione sul mercato» vuol dire la prima messa a disposizione di un prodotto nell'Unione europea. Riguarda chi produce e chi importa, non chi usa. Per un grossista italiano la data conta sui lotti che fa entrare, non su quelli che ha già a scaffale.

3 · La proroga chiesta, e cosa vale nel frattempo

LightingEurope ha annunciato che chiederà nuovi periodi di validità per queste esenzioni. Il meccanismo della direttiva è noto: se la richiesta arriva nei termini, l'esenzione resta valida mentre la Commissione la valuta.

Al momento in cui scriviamo non risulta una decisione. Non prevediamo l'esito: la proroga può arrivare, può essere parziale, può non arrivare. Lo stato si legge sull'allegato III aggiornato, su EUR-Lex.

Chi gestisce un impianto grande fa bene a non costruire il piano sulla proroga. La fa bene a costruirlo sui ricambi e sull'età dell'impianto.

4 · Quali impianti sono coinvolti

Le lampade a scarica con mercurio stanno dove serve molta luce da un punto solo. Ecco dove le troviamo più spesso:

  • Capannoni e magazzini: campane a ioduri metallici da 250 o 400 W, spesso a dieci metri di altezza.
  • Piazzali e parcheggi: proiettori al sodio o a ioduri su torri faro.
  • Illuminazione pubblica: lampade al sodio nei lampioni stradali, con la loro luce gialla.
  • Campi sportivi: proiettori a ioduri metallici da 1.000 o 2.000 W.
  • Vetrine e retail: ioduri a bassa potenza, in gran parte già sostituiti dai LED.

Le potenze sopra sono i tagli commerciali più diffusi, non una statistica. Ogni impianto si censisce lampada per lampada.

Riconoscerle è semplice. La lampada al sodio dà una luce gialla e arancio, in cui i colori si distinguono male. La lampada a ioduri metallici dà una luce bianca, più o meno fredda. Entrambe impiegano qualche minuto ad arrivare a piena luce dopo l'accensione, e non si riaccendono subito da calde: è il segno di una lampada a scarica.

Sulla lampada stessa la sigla del costruttore dice tipo e potenza. Se la sigla non si legge più, la si deduce dal reattore nell'apparecchio: sodio e ioduri usano reattori e accenditori diversi.

5 · Come si pianifica il relamping LED

Un relamping LED non si decide per una scadenza. Si decide per età dell'impianto, consumo, costo dei ricambi e qualità della luce. La scadenza aggiunge solo una domanda: quanto durerà la scorta?

L'ordine che seguiamo:

  1. censimento: tipo di lampada, potenza, ore di accensione, altezza, stato dei corpi illuminanti;
  2. scorta: quante lampade servono per gli anni in cui si vuole tenere l'impianto, e se si trovano;
  3. calcolo illuminotecnico: i livelli di luce richiesti per zona, con gli apparecchi LED candidati;
  4. confronto: consumo e manutenzione dell'impianto attuale contro quelli del LED, sui dati del censimento;
  5. incentivo: per gli edifici delle imprese il relamping può rientrare nel Conto Termico 3.0, con la domanda a lavori conclusi.

Il quinto passo ha una guida sua: Conto Termico 3.0 e relamping LED. Lì stanno le date e i requisiti degli apparecchi.

6 · Il LED al posto del sodio: luce calda, non per forza bianca

Chi toglie il sodio teme spesso la luce bianca e fredda dei primi LED stradali. Non è obbligatoria: esistono LED a 2200 K, con la tonalità ambrata del sodio e una resa dei colori migliore.

Il tema della tonalità, della luce blu e dell'inquinamento luminoso lo trattiamo nella guida ai lampioni stradali LED a 2200 K. Lì c'è anche l'armatura stradale che stiamo preparando: è in preparazione, non ancora a catalogo.

Per capannoni e piazzali la scelta è più semplice: apparecchi LED con driver dimmerabili, come i driver LED che distribuiamo, e un profilo che abbassa il flusso quando la luce naturale basta.

7 · Cosa chiedere a chi propone il relamping

  • il censimento dell'impianto esistente, con le potenze sostituite;
  • il calcolo illuminotecnico per zona, firmato da chi progetta;
  • le schede e i rapporti di prova degli apparecchi LED proposti;
  • la temperatura di colore e la resa cromatica, con le tolleranze;
  • il profilo di dimmerazione e il driver che lo esegue;
  • cosa resta a magazzino della vecchia tecnologia, e per quanto.

Un'offerta che parla solo di watt risparmiati non risponde a nessuna di queste domande.

Questa guida riguarda le lampade a scarica e la direttiva RoHS. Per gli apparecchi LED da interno ed esterno veda il catalogo illuminazione. Per l'incentivo sul relamping, la guida al Conto Termico 3.0.

FAQ · GUIDA TECNICA3 risposte verificate

Domande frequenti

01Dal 24 febbraio 2027 le lampade a ioduri metallici si dovranno spegnere?
No. La scadenza riguarda l'immissione sul mercato delle lampade con mercurio, non il loro uso. Un impianto acceso resta acceso, e le lampade già sul mercato si possono ancora comprare. Cambia la certezza di trovare ricambi negli anni successivi.
02La proroga delle esenzioni RoHS per le lampade a scarica è stata concessa?
Al momento in cui scriviamo non risulta una decisione. LightingEurope ha annunciato la richiesta di proroga nel 2025; mentre la Commissione valuta una richiesta presentata nei termini, l'esenzione resta valida. Lo stato si verifica sull'allegato III della direttiva RoHS, su EUR-Lex.
03Conviene sostituire le lampade al sodio prima della scadenza o aspettare la proroga?
Dipende dall'impianto, non dalla scadenza. Se le lampade sono vecchie e l'impianto consuma molto, il relamping ha senso da solo, e per gli edifici delle imprese può rientrare nel Conto Termico 3.0. Se l'impianto è recente, si pianifica la scorta di ricambi e si aspetta.

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