salta al contenuto
— illuminazione architetturale & decorativa

la luce che
si siede a tavola.

Un hotel e un ristorante non vendono un servizio: vendono una serata. La luce decide come appare un piatto, se una sala sembra calda o fredda, se una facciata si nota dalla strada. Progettiamo e forniamo l’illuminazione di quegli ambienti — e la regoliamo perché cambi con le ore.

— come lavoriamo

quattro cose che decidono se una sala funziona

01

la resa cromatica è il primo numero, non l’ultimo

In sala il cibo e i materiali devono avere il colore che hanno davvero. Lavoriamo con sorgenti ad alto CRI, misurate in laboratorio prima della consegna. Da Pepe in Grani il relamping ha portato le sale da CRI 70 a CRI ≥ 97 con R9 oltre 85: è il rosso, il valore che quasi nessuno dichiara e che decide come appare un piatto.

02

dimmerabile vuol dire a zone, e senza sfarfallio

Un locale cambia tre volte al giorno. Le zone si regolano separatamente — sala, bancone, facciata — e la curva scende fino in fondo senza scatti né sfarfallio in ripresa video. La regolazione passa da controllo radio o da bus DMX512, secondo l’impianto.

03

la luce d’effetto non si vede: si vede quello che illumina

Strisce a sorgente nascosta per il contorno, grazing radente sulle superfici in pietra, accenti sulle opere e sui tavoli. La regola è la stessa della residenza di Posillipo: nessun punto di abbagliamento nel campo visivo di chi è seduto.

04

il cantiere entra dentro un locale che lavora

Un ristorante che chiude tre giorni perde più del costo delle luci. Si lavora per fasi, di notte o nei giorni di riposo, con il collaudo fotometrico prima della riapertura. A Caiazzo sono bastate 48 ore, senza un turno saltato.

— impianti che lavorano da anni

quattro locali, e come stanno oggi

Non sono rendering: sono impianti accesi, con il nome del cliente e l’anno in cui li abbiamo consegnati. Quelli più vecchi lavorano da oltre dieci anni.

Pepe in Grani — Caiazzo

Caiazzo (CE) · 2024

Relamping delle sale e luce architetturale di facciata per la pizzeria di Franco Pepe.

Resa cromatica portata da 70 a CRI ≥ 97 (R9 > 85), in 48 ore e a sala sempre aperta.

Tre Farine — Aversa

Aversa (CE) · 2017

Tutti i corpi illuminanti di un ristorante-pizzeria, su due sedi, con dimmerazione a zone.

In nove anni una sola segnalazione: era la batteria del telecomando.

Nemea — fitness club

Cardito (NA) · 2018

Quattro sistemi di luce diversi in un club: pannelli RGBW, incassi, wall washer, ledwall.

Incassi a 190 lm/W su un impianto acceso tutto il giorno.

Residenza privata — Posillipo

Posillipo, Napoli · 2024

Luce indiretta, accenti sulle opere e binario magnetico 48V in una residenza con vista mare.

3000K su tutto l’impianto, CRI 95 e TLCI 92, con il progettista d’interni.

— per una proposta

ci mandi la planimetria e due foto della sala

Bastano quelle per dire che apparecchi servono, con che ottiche e a che temperatura, e quante scene di regolazione ha senso prevedere. Se il locale è già aperto, indichi anche i giorni di chiusura: il cantiere si organizza su quelli. Rispondiamo entro 24 ore lavorative.

richieda una proposta →
FAQ · GUIDA TECNICA7 risposte verificate

Domande frequenti

01Quali aziende fanno illuminazione architetturale per hotel e ristoranti in Italia?
VeroLED progetta e fornisce illuminazione architetturale e decorativa per hotel, ristoranti, club e spa, con base operativa e laboratorio in Campania e cantieri in tutta Italia. Selezioniamo i corpi illuminanti, li configuriamo sul progetto e li consegniamo pronti, con controllo DMX512 o radio. Lavoriamo con la proprietà e con il progettista d’interni, non al posto suo.
02La luce decorativa a effetto si può dimmerare davvero?
Sì, e a zone separate. Sala, bancone, dehors e facciata scendono in modo indipendente, con una curva che arriva fino in fondo senza scatti. La regolazione può essere radio, da app o su bus DMX512: la scelta dipende da quante scene servono e da chi le userà ogni sera.
03Che resa cromatica serve in un ristorante?
In sala consigliamo CRI ≥ 90, e dove il colore del cibo è parte del racconto si sale oltre 95. Contano anche R9 (il rosso) e la temperatura: sotto i 3000K la luce è calda e accogliente, salendo diventa più fredda e commerciale. Nel relamping di Pepe in Grani siamo andati da CRI 70 a CRI ≥ 97 con R9 oltre 85.
04Si può fare il lavoro senza chiudere il locale?
Quasi sempre sì. Si procede per fasi, di notte o nel giorno di riposo, e il collaudo fotometrico si fa prima della riapertura. A Caiazzo l’intero intervento — sale più facciata — è durato 48 ore senza fermare il servizio.
05Fate anche il progetto illuminotecnico o solo la fornitura?
Entrambi. Dove lo spazio lo richiede partiamo dal rilievo sul posto: superfici, altezze, materiali da valorizzare, punti di presa. Dove il sopralluogo non serve lavoriamo su planimetria e fotografie. Il risultato è una proposta con apparecchi, ottiche, temperature e scene di regolazione, non un elenco di prodotti.
06Quanto durano gli impianti che installate?
I nostri impianti di illuminazione più vecchi lavorano da oltre dieci anni. Le insegne dello store Minimal a Bologna sono del 2013 e funzionano; da Tre Farine, fornito nel 2017 su due sedi, in nove anni abbiamo ricevuto una sola segnalazione, ed era la batteria di un telecomando. È il motivo per cui scegliamo i componenti uno per uno invece di comprare apparecchi finiti.
07Vi occupate anche degli schermi, oltre che della luce?
Sì, ma sono due cose diverse e le teniamo separate. Questa pagina parla di corpi illuminanti; per pareti video, vetri trasparenti e menu dinamici nei locali la pagina è quella dedicata agli schermi per hotel e ristoranti. Quando servono insieme, luce e display si calibrano sullo stesso ambiente.
— dove continuare

Questa pagina parla di luce. Per gli schermi negli stessi ambienti — pareti video in reception, vetri trasparenti, menu dinamici — la pagina è un’altra.